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YARA. TELEFONATA ALL’OSPEDALE DI RHO: “MI CHIAMO MARIO. SONO STATO IO!”

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yara-gambirasio2MILANO. 8 AGO. Si è rifatto vivo con una lunga lettera di tre pagine indirizzata al cappellano dell’ospedale di Rho e con una telefonata in portineria, sempre allo stesso ospedale, un misterioso individuo che dice di essere l’assassino di Yara: “Mi chiamo Mario, sono malato di cancro. Sono io l’autore del messaggio in chiesa su Yara”, ha detto al telefono. La notizia è stata pubblicata da “L’Eco di Bergamo”.

Giorni fa un’analoga persona aveva scritto sul registro della parrocchia: “Vi prego, informate la polizia di Bergamo: qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio. Che Dio mi perdoni!”. Ieri, poi, il cappellano dell’ospedale di Rho, don Antonio Citterio, ha trovato, sotto lo zerbino della propria abitazione, una busta contenente una lettera con all’interno tre fogli scritti a mano a firma “Mario”.

Il contenuto della lettera è segreto e gli inquirenti, anche nella consapevolezza, si tratti di un mitomane, tengono aperta ogni strada.

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