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Per la prima volta alla Scala Paavo Järvi

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Per la prima volta alla Scala Paavo Järvi

MILANO. 15 MAG. Ancora domani martedì 16 e giovedì 18 maggio, la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala accoglie Paavo Järvi, per la prima volta sul podio del più importante teatro del mondo alla prova con una delle partiture più belle e difficili della storia della musica: la Sinfonia n.7 di Gustav Mahler, inebriante mosaico sinfonico in cui i mille colori della natura si traducono in un fervido linguaggio musicale.

Il Maestro estone ha raggiunto fama internazionale unendo la tecnica impeccabile della scuola nordica con l’opulenza sonora della tradizione americana, sotto l’influsso diretto di Leonard Bernstein. Dopo sei anni come direttore dell’Orchestre de Paris, ereditando la bacchetta che fu fra gli altri di Barenboim, Solti e von Karajan, è attualmente alla guida della Deutsche Kammerphilharmonie di Brema e della NHK Symphony Orchestra, con le quali continua ad ampliare la sua pluripremiata discografia.

La “Settima” è tra le più difficili e complesse delle nove sinfonie di Mahler, a detta dello stesso compositore, che vi lavorò «in un accesso di furore» – come disse la moglie Alma – durante l’estate del 1905 e in un clima di quasi assoluto isolamento. La prima esecuzione assoluta della “Settima”, avvene a Praga il 19 settembre 1908 sotto la direzione dello stesso autore. La Sinfonia ebbe un mediocre successo di pubblico, ma suscitò notevole interesse nell’ambiente musicale; in particolare Schönberg e Berg espressero giudizi favorevoli sulla poderosa composizione (la sua durata si aggira su un’ora e trenta minuti) in riferimento soprattutto a certe invenzioni armoniche e a certi impasti orchestrali di straordinario valore espressivo. Infatti, ciò che colpisce subito all’ascolto di questa Sinfonia è la varietà della strumentazione e la ricerca di timbri diversi e particolari nel vasto caleidoscopio orchestrale. La “Settima” di Mahler porta all’estremo le potenzialità espressive, timbriche e dinamiche di un organico orchestrale sterminato, impreziosito da strumenti insoliti quali mandolino, chitarra e ogni sorta di percussioni;è ricca di idee, di proposte anche nuove e di colori opportunamente studiati per sottolineare situazióni psicologiche e descrittive, tenendo conto di quel “programma interiore” al quale Mahler mirava con la sua musica, lontana d’altra parte da qualsiasi precisa intenzione illustrativa.

FRANCESCA CAMPONERO

Biglietti da € 6,50 a 85 più prevendita.

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