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Overconfidence, la mina vagante di ogni investitore avventato

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Overconfidence, la mina vagante di ogni investitore avventato

ROMA. 31 AGO. Gestire risparmi e investimenti probabilmente non è mai stato così difficile. Sembra un paradosso, ma la pletora di opzioni a disposizione degli italiani e i tanti dubbi legati alla situazione economica e finanziaria complicano la scelta. Gli strumenti del recente passato, anche a causa della crisi, hanno trascinato i risparmiatori in un preoccupante baratro, e sempre più italiani si rivolgono alla finanza e alla sua controfigura digitale per gestire i propri soldi nell’ottica di un rendimento futuro, sia che si tratti di una forma integrativa della previdenza erogata dallo Stato, sia che punti ad un margine a lungo periodo da destinare ad altri scopi. L’italiano medio si avvicina sempre con circospezione alle novità, spesso non così propenso ad accettare i nuovi prodotti.

È il tipico approccio di chi si avvicina anche alle soluzioni finanziarie del mercato. Molto spesso, quasi per sfida o per voler valutare l’effettiva validità, l’italiano investe, spesso in un fondo comune a basso rischio: in questo caso, l’errore tipico sta nella mancanza di informazione, in un aggiornamento che dovrebbe essere costante sull’andamento dei mercati e che invece è votato alla dea bendata. Con una frequenza simile, questi investitori riescono ad ottenere qualche piccolo successo. È questa la vera anticamera di uno dei fenomeni più preoccupanti del mondo finanziario, ossia l’overconfidence. Una volta ottenuto un risultato positivo, l’investitore medio crede di aver già scoperto tutti i segreti del complesso mondo del trading e degli investimenti. Il passo successivo è un’informazione di tipo blando, che si inerpica tra fantomatiche dichiarazioni di guru (sulla carta) infallibili e manuali del giovane investitore. Qui l’eccesso di fiducia si trasforma in una stima eccessiva delle previsioni, in una presunzione non giustificata dai (pochi) studi effettuati e da un’erronea illusione di padroneggiare il prodotto, le sue caratteristiche e tutte le evoluzioni del mercato. Chi si sente eccessivamente confidente è indotto ad accettare rischi troppo grandi per le sue tasche, salta da un investimento all’altro quasi senza considerare le conseguenze, e molto spesso si ritrova a possedere un pugno di mosche. A completare la ricetta è un ottimismo sfrenato nei confronti delle proprie capacità cognitive, un senso paragonabile alla spacconeria che si ripercuote inevitabilmente sull’investimento.

La mossa giusta, in tal caso, è ripartire da zero. È fondamentale padroneggiare gli strumenti che consentono all’investitore di studiare e analizzare l’andamento dei mercati, di attutire gli effetti delle dinamiche finanziarie. Ancor più importante è ricordare la totale discordanza con i risultati passati e quelli del futuro. L’investitore umile è quindi colui che studia attentamente il proprio investimento, basandosi su uno spirito critico in grado di valutare ogni passo. La razionalità è l’ingrediente essenziale per un risparmiatore che vuole raggiungere i propri obiettivi, ed è una chiave che trova ausilio anche negli strumenti digitali che rendono il mercato più trasparente e a misura di investitore, che sia esso esperto o alle prime armi. La lotta all’overconfidence si combatte infatti solo con l’informazione, lo studio e un approccio di tipo cautelativo.

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