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I selfie di Adrian Paci a Milano

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I selfie di Adrian Paci a Milano

MILANO. 12 APR. Fino al 25 giugno 2017, il Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” di Milano accoglie The Guardians, la personale di Adrian Paci. La mostra, curata da Gabi Scardi vede il complesso di Sant’Eustorgio ospitare l’arte contemporanea – coinvolgendo luoghi di particolare fascino e di straordinaria importanza storica, come il Cimitero Paleocristiano e la Cappella Portinari in sant’Eustorgio e la Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano.

Le opere di Adrian Paci nascono come risposta a una ricerca di senso dettata da necessità interiori e come modo attivo di pensare la contemporaneità. Nel suo lavoro, che si nutre di una profonda familiarità con la storia dell’arte, convivono l’osservazione delle dinamichesociali del presente, attenzione per la densità simbolica dei gesti e un interesse per le possibilità interpretative delle immagini. Motivi centrali della sua opera sono il viaggio, l’attraversamento, l’attesa, che è anzitutto aspettativa di futuro, e il rapporto con il luogo e il tempo dell’origine, che non sono tanto dimensioni alle quali tornare, quanto riferimenti profondi da portare con sé, affinchè gli atti, anche i più quotidiani, si possano manifestare nella loro densità di significato.

Albanese di nascita, italiano di adozione dal 1997, nella migracità Adrian Paci vede la condizione più propria dell’uomo e dell’artista, un continuo stimolo a immaginare nuovi modi di vivere, nuove possibili relazioni con il contesto e anche nuovi linguaggi con i quali esprimersi. La sua pratica artistica non ha confini. Le immagini che lo attraggono danno adito a profonde riflessioni sul rapporto tra economia e giustizia sociale ed in esse si  può leggere l’intera storia dell’uomo. Quelli di Paci sono gesti insieme sobri, intimi e solenni,  nei quali si individua quel sostrato emotivo e culturale che avvicina gli uomini. Le sue opere,  ricche di significati carichi di rimandi e risonanze, danno adito ad innumerevoli possibilità di lettura.

Nel Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio”è anche installato un video dal titolo Rasha che è nato  dall’incontro di Adrian Paci con Rasha, una donna palestinese che viene dalla Siria recentemente approdata a Roma grazie ai corridoi umanitari. Sullo schermo si vede Rasha che racconta la propria storia. Le immagini che scorrono nel video, però, corrispondono ai momenti in cui, tra una frase e l’altra, la donna tace, in attesa che le sue parole vengano tradotte. Le mille sfaccettature dell’espressione del volto della donna parlano più delle sue parole. Rasha diventa la protagonista non solo della storia e del racconto, ma anche dell’ascolto di questa storia.

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