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I carabinieri di Pavia stroncano baby gang di bulli: 4 arresti

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I carabinieri di Pavia stroncano baby gang di bulli: 4 arresti
I carabinieri di Pavia stroncano baby gang di bulli: 4 arresti

PAVIA. 14 MAR. I carabinieri di Pavia hanno sgominato una baby gang che agiva nelle stazioni ferroviarie. Si trattava di bulli quindicenni che violentavano e picchiavano loro coetanei.

Le violenze erano poi esibite come trofei su sistemi di messaggistica istantanea.

Secondo le indagini, in un caso gli arrestati avevano costretto un loro coetaneo a bere alcolici fino ad ubriacarlo, poi gli avevano messo una catena al collo e l’avevano portato come un cane al guinzaglio in giro per le strade della cittadina in cui risiedono.

In un’altra occasione, in cinque contro uno l’avevano afferrato con la forza, denudato, tenuto appeso per le gambe a testa in giù sopra un ponte e costretto a subire atti sessuali.

Il tutto era stato ripreso da un telefonino e il filmato era stato diffuso tra gli amici.  I carabinieri di Vigevano hanno così effettuato quattro arresti e sei denunce.

Gli arrestati sono stati condotti all’istituto penale minorile Beccaria di Milano con accuse che vanno dal concorso in violenza sessuale alla riduzione in schiavitù, dalla pornografia minorile, per la diffusione delle immagini delle loro ‘imprese’ nei social network, alla violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato alla vittima.

Con i quattro arrestati c’era anche un ragazzino ancora più piccolo, tredicenne e dunque legalmente non imputabile.

Il bersaglio principale delle azioni persecutorie era un ragazzo di 15 anni, studente di prima superiore, definito dagli inquirenti ‘fragile’. Dapprima aveva sopportato le angherie che via via avevano avuto un crescendo fino a diventare insopportabili.

Il branco era costituito da coetanei, anche se qualcuno, causa bocciature, frequentava ancora la scuola media.

Agli arrestati era collegato un altro gruppo con il quale avevano compiuto vari episodi di vandalismo quali lanci di sassi, finestrini rotti con i martelletti frangivetro, estintori scaricati all’interno nelle carrozze e ora dovranno rispondere di danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.

I componenti del gruppo vengono definiti dagli investigatori “ragazzi di buona famiglia”, quali figli di professionisti, commercianti, impiegati ed operai.

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